Compagni di ombrellone
Guida letture per questa estate
È passato quasi un mese dall’ultima newsletter, e non è stato esattamente un mese tranquillo.
Ho finito la tesi (impresa epica, con tanto di tentativi disperati di convincere il mio relatore che sì, ce l’avrei fatta a laurearmi a luglio), ho chiuso la prima stagione del podcast (in ritardo, certo, ma comunque 32 episodi pubblicati, quindi ce lo prendiamo come una vittoria) e ho salutato un percorso di due anni che, senza esagerare, mi ha cambiato la vita.
Adesso però non ho più scuse: è iniziata l’estate. Posso andare al mare, smettere di truccarmi perché tanto con l’abbronzatura siamo tutti più belli, e soprattutto tornare a leggere con continuità (alternando, purtroppo, l’invio di CV, perché anche le ragazze cool devono lavorare).
Per rientrare con qualcosa di leggero ma curato, ho messo insieme una lista di letture estive divise per “mood”. Libri che ho letto, amato, o che continuo a consigliare ogni volta che qualcuno mi chiede: “ok, ma cosa leggo adesso?”.
E linkerò anche la mia TBR, con la speranza molto ambiziosa di riuscire davvero a smaltirla, invece di continuare a fare doomscrolling ogni volta che ho cinque minuti liberi.
Typed by Her è un progetto editoriale indipendente, portato avanti da tantissima passione e costanza. Se ti va di offrirmi un caffè, ne sarei super felice :)
Per quando vuoi un amore (ma senza esagerare)
L’estate, per me, è la stagione dei romanzi d’amore. Non troppi, non troppo intensi, ma quel tanto che basta per addormentarmi con la testa altrove.
Le ho mai raccontato del vento del Nord — Daniel Glattauer
Un romanzo epistolare… ma nell’era delle email.
La storia nasce da un errore: Emmi scrive all’indirizzo sbagliato, Leo risponde. Da lì inizia uno scambio che diventa prima abitudine, poi necessità, poi qualcosa di molto più difficile da definire.
È un libro che lavora tutto sull’attesa, sull’immaginazione, su quello spazio sospeso tra ciò che si dice e ciò che si evita di dire. È, in fondo, una storia sull’intimità mediata, e su quanto possa essere potente anche senza presenza fisica.
Mi ha colpito quanto sia facile credere in questo tipo di legame mentre si legge. E quanto, allo stesso tempo, faccia emergere una domanda scomoda: quanto di ciò che sentiamo è reale, e quanto è costruito dalle nostre proiezioni?
Emmi, mi scriva. Scrivere è come baciare, solo senza labbra. Scrivere è baciare con la mente.
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Cleopatra e Frankenstein — Coco Mellors
Siamo a New York, è Capodanno e Cleo (giovanissima, artista, appena arrivata a New York) incontra Frank (più grande, affermato, apparentemente stabile). Si sposano in fretta, quasi per intuizione.
È una storia d’amore, sì, ma soprattutto è una storia su due persone che cercano di salvarsi insieme senza aver ancora imparato a stare in piedi da sole. Mellors è molto brava a raccontare le crepe: la dipendenza emotiva, le aspettative, il peso delle proprie fragilità.
Questo libro fa male nel modo giusto, perché non offre soluzioni semplici. Personalmente, mi ha lasciato con tante domande che restano anche dopo aver chiuso l’ultima pagina.
L’idea che ci si salvi insieme vale per chi non ha ancora trovato il modo di stare in piedi per conto suo? Quanto perdiamo la capacità di concepirci nel futuro se il bagaglio che ci trasciniamo in giro è troppo pesante? Quanto “costa” rendersi finalmente conto che non saremo mai dei talenti sprecati perché di talento da sprecare non ce n’era poi molto? Come si fa a costruire qualcosa di reale se attorno a noi resiste l’idea che tutto è transitorio, tutto è di passaggio o tutto è una festa da aggiungere alla povera narrazione delle nostre imprese?
Alla fine aveva pronunciato una sola frase: «Quando la parte piú oscura di te incontra la parte piú oscura di me, si crea la luce».
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Romanzo d’estate — Emily Henry
Avevo zero pretese per questo libro che però si è rivelato delizioso (non senza qualche clichè, lo ammetto).
Al centro della storia ci sono January, una scrittrice di romance che non crede più nell’amore, e Gus che scrive narrativa “seria” e malinconica. Si ritrovano vicini di casa per un’estate e fanno una scommessa: scambiarsi i generi.
Da questa premessa nasce un rapporto fatto di provocazioni, complicità e confessioni sempre più profonde. Mentre si aiutano a trovare ispirazione, entrambi sono costretti a fare i conti con ferite mai rimarginate, con il peso del passato e con l’idea che l’amore possa essere molto più complicato di quanto raccontino i libri.
Perché sotto la superficie leggera, Emily Henry parla di lutto, blocco creativo, famiglia, e della difficoltà di ricominciare quando tutto quello in cui credevi smette di reggere.
La cosa che ho apprezzato di più è la chimica tra i protagonisti e il fatto che il loro non sia un amore idealizzato, ma un amore che si costruisce mentre entrambi stanno ancora cercando di capirsi (avrebbero da insegnare a Cleo e Frank).
E quello fu il momento in cui capii: quando il mondo sembrava buio e spaventoso, l'amore poteva portarti a ballare; le risate potevano alleviare un po' del dolore; la bellezza poteva scavare dei buchi nella tua paura. Decisi allora che la mia vita sarebbe stata piena di tutte e tre.
Se vuoi perderti in un altro mondo
Io sono una persona da fantasy autunnale, ma ogni tanto anche d’estate ho bisogno di una realtà alternativa.
Se amate le accademie magiche, le società segrete e i personaggi moralmente ambigui, questo è il vostro libro.
Sei giovani maghi vengono selezionati per entrare nella misteriosa Società Alexandriana, ma solo cinque però resteranno (tirate voi le conclusioni).
La cosa interessante è che il libro non punta tanto sull’azione (che infatti è minima), ma sulle dinamiche psicologiche: competizione, alleanze, diffidenza, desiderio di potere.
La domanda che attraversa tutto il romanzo è semplice e disturbante: cosa sei disposto a sacrificare per ottenere ciò che vuoi?
È quasi più un esperimento sui personaggi che un fantasy tradizionale. Ed è anche un po’ una sofisticata ruffianata per gli amanti del genere accademie magiche, società segrete e delitti.
La morale di questa storia è: guardati dall’uomo che ti affronta disarmato. Se nei suoi occhi non sei tu il bersaglio, allora puoi star certo che sei l’arma.
Se hai voglia di mistero (e un po’ di inquietudine)
Sirene — Emilia Hart
Questo è uno di quei libri in cui il mare non è solo sfondo, ma personaggio a tutti gli effetti.
La storia intreccia due linee temporali: nel 2019 seguiamo Lucy, che si sveglia nel cuore della notte in una situazione inquietante e va a cercare la sorella Jess in una cittadina di mare piena di voci sugli uomini scomparsi; nell’Ottocento, invece, Mary ed Eliza vengono strappate all’Irlanda e imbarcate verso l’Australia, scoprendo un legame sempre più misterioso con l’acqua.
È un romanzo che lavora molto sull’atmosfera: realismo magico, sorellanza, traumi che attraversano le generazioni, e quella sensazione costante che qualcosa di antico e potente stia osservando tutto da sotto la superficie. Ti conquista lentamente ma a fondo, anche e soprattutto per la forza d’animo delle donne coinvolte. Che sono anche tutte le donne che stanno leggendo.
Il mare prende, il mare dà. E nasconde segreti. Segreti che, fra le sue braccia oscure e profonde, rimangono sepolti nel silenzio dell'eternità o bramano di salire in superficie e cantare la propria vendetta.
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Sharp Objects — Gillian Flynn
Qui entriamo nel territorio del noir psicologico.
Camille, giornalista di cronaca nera, torna nella soffocante cittadina del Missouri in cui è cresciuta per seguire il caso di due bambine uccise; mentre indaga, è costretta a confrontarsi con la madre manipolatrice, con una sorellastra dall’identità sdoppiata e con i propri traumi, letteralmente scritti sul corpo.
Non è una lettura “leggera”: c’è autolesionismo, c’è violenza, c’è una provincia americana marcia fino all’osso, ma il modo in cui Flynn scava nelle dinamiche familiari femminili è quasi ipnotico.
Se vi piacciono le storie in cui il vero mostro non è il killer ma ciò che succede dentro casa, questo libro è perfetto (magari non da leggere la sera, da soli, con il buio).
Camille si rese conto che la parte più pericolosa di Wind Gap non erano le strade al buio, ma le stanze in cui aveva imparato a sentirsi al sicuro.
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La metà scomparsa — Brit Bennett
Un romanzo che parte da un’idea semplicissima e la porta il più lontano possibile.
Desiree e Stella sono due gemelle cresciute a Mallard, una cittadina immaginaria della Louisiana abitata da neri dalla pelle chiarissima; da adolescenti scappano insieme, ma a un certo punto le loro strade si separano: Stella decide di “passare per bianca”, tagliando ogni legame con il passato, mentre Desiree torna a casa con una figlia dalla pelle molto più scura rispetto alla comunità in cui vive.
Quello che mi ha colpito è come Bennett riesca a tenere insieme moltissimi piani: il colourism, il razzismo interiorizzato, le scelte che facciamo per sopravvivere e il prezzo che paghiamo in termini di identità e relazioni.
È uno di quei libri che continuano a lavorarti dentro, soprattutto se ti interessa capire come certe gerarchie (di razza, di classe, di genere) riescano a infilarsi nei rapporti più intimi.
Le persone pensano che scappare significhi reinventarsi, ma spesso vuol dire solo vivere per sempre con la metà di te che hai deciso di lasciare indietro.
Libri “più impegnati” (ma necessari)
Quelli che consiglio sempre, anche quando non me lo chiedono.
Il buio oltre la siepe — Harper Lee
Sì, è un classico. E sì, ci sono arrivata tardi.
Ambientato nell’Alabama degli anni ’30, durante la Grande Depressione, racconta un processo per stupro attraverso lo sguardo di Scout Finch, una bambina. Ed è proprio questo il punto: la profondità dei temi (razzismo, ingiustizia, morale) filtrata da uno sguardo infantile che rende tutto più potente, non meno.
Non è un libro “pesante” come ci si aspetterebbe. È ironico, tenero, a tratti persino leggero — e proprio per questo colpisce ancora di più.
Scout è diventata immediatamente uno dei miei personaggi preferiti. Senza sforzo. Ma sarebbe impossibile parlare di questo libro senza citare suo padre, Atticus Finch. È uno di quei rari personaggi maschili che educano con fermezza e gentilezza, senza mai umiliare, spiegando il mondo ai figli invece di nasconderglielo. Il suo modo di stare al mondo — coerente, rispettoso, profondamente etico — passa più dai gesti che dai discorsi: mostra, prima ancora di dire, cosa significa avere coraggio, fare la cosa giusta anche quando sai che perderai, e trattare chiunque con dignità.
È il classico padre che ti fa pensare: “ok, questo è il modello che avremmo meritato tutti”. I momenti in cui ho pianto di più, vedevano proprio lui come protagonista
“Atticus, lo vinceremo questo processo?”
“No, tesoro - rispose Atticus. - Ci hanno sconfitto cent’anni prima che cominciassimo, ma questa non è una buona ragione per non insistere a tentare di vincere.”
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L’amore mio non muore — Roberto Saviano
Chi mi conosce sa quanto io abbia un enorme ammirazione per Saviano. Qui ripercorre la storia di Rossella Casini, uccisa dalla ’ndrangheta negli anni ’80 dopo aver denunciato il contesto mafioso in cui era coinvolto anche il suo fidanzato.
È una storia che fa arrabbiare. Perché è reale, perché è irrisolta, perché è una delle tante che rischiano di essere dimenticate. Una storia di amore e vittime, di tradizioni inalterabili che volevano essere cambiate, ma che alla fine non cambiarono.
Ma è anche una storia d’amore, che forse è proprio l’aspetto più destabilizzante. Ti ritrovi a sperare con Rossella, a credere che si possa cambiare qualcosa, che l’amore basti a riscrivere un destino già segnato.
Poi la realtà arriva, e non fa sconti. Eppure ci fa sperare, perchè l’amore ci rende supereroi, ci fa sentire onnipotenti, che la ragione è così bella. Basta? Beh, sappiamo la risposta. E nonostante tutto, ogni volta, scioccamente, speriamo.
E, forse, Rossella lo ha capito, è proprio quella la ragione del suo atteggiamento, a questo mondo la bontà è il preludio più certo alla sopraffazione e bisogna nasconderla, o addirittura camuffarla, proteggerla con l’abito della noncuranza.
Libri che sono nella mia TBR
Questi sono i libri che ho già in libreria o sul comodino e che vorrei leggere nei prossimi mesi.
Weyward — Emilia Hart
Sto leggendo questo proprio adesso, perché dopo Sirene avevo bisogno di restare nel suo universo narrativo.
Anche qui la storia segue tre donne in tre epoche diverse (Altha nel Seicento, Violet negli anni ’40, Kate nel 2019), tutte legate a una stessa casa e a un’eredità “stregonesca” fatta di natura, trauma e resilienza.
Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno — Benjamin Stevenson
Già il titolo è tutto un programma.
È un giallo “alla Agatha Christie”, ambientato in una baita di montagna durante una rimpatriata familiare, ma con una voce narrante super meta che commenta le regole del genere mentre racconta la storia.
Mi ispira perché sembra divertente, molto consapevole di sé, e perfetto se hai voglia di mistero ma non di qualcosa troppo cupo.
Scrittori e amanti — Lily King
Questo l’ho preso per il titolo, lo ammetto. La protagonista è una giovane donna che cerca di tenere insieme lutto, precarietà lavorativa, vita sentimentale disastrosa e il sogno ostinato di diventare scrittrice.
La figlia preferita — Morgan Dick
Commedia nera su famiglie disastrate: due donne si ritrovano nello studio di una terapeuta, apparentemente sconosciute, ma legate da un padre che è stato amorevole per una e devastante per l’altra.
Molto felice per te — Holly Bourne
Questo è uno di quei romanzi che voglio leggere perché parla esplicitamente di amicizia femminile, invidia, confronti e quella frase passivo-aggressiva “sono molto felice per te” che spesso nasconde un mondo.
Non vedo l’ora di vedere come gestisce il tema del risentimento tra amiche nell’epoca in cui ogni traguardo viene annunciato pubblicamente sui social.
Kala — Colin Walsh
Un romanzo ambientato in Irlanda, in una piccola cittadina sul mare, dove la scomparsa di una ragazza anni prima ritorna a galla quando i vecchi amici si ritrovano da adulti.
Una questione di famiglia — Claire Lynch
Storia che si muove tra anni ’80 e 2020: una madre perde la custodia della figlia dopo aver iniziato una relazione con una donna; decenni dopo, la figlia adulta trova i documenti che rivelano la verità sulla madre “scomparsa” e decide di rintracciarla.
Mi sembra un romanzo perfetto per parlare di diritti negati, omofobia istituzionalizzata e di quanto sia fragile la narrazione che ci viene raccontata dentro le famiglie.
Futuri terrestri — Joe Mungo Reed
Un romanzo di fantascienza che è anche saga familiare: una scienziata scozzese incontra un astronauta che dice di venire da un futuro in cui la Terra non è più abitabile, e da lì inizia una storia che attraversa quattro generazioni tra pianeta in crisi e colonie su Marte.
A questo punto mi fermo, anche se potrei andare avanti per altre dieci pagine e trovarne sempre uno in più “che devo assolutamente consigliare”.
Se uno di questi titoli finisce nella tua borsa da mare, fammi sapere come va la lettura: io intanto cerco di leggere più libri che notifiche, più pagine che post su Instagram, più dialoghi scritti che commenti sotto i reel. Non voglio fare la guerra ai social — sarei la prima ipocrita — ma forse possiamo concederci qualche sera in cui l’unico “scroll” è quello delle pagine che girano.
E se hai un libro dell’estate del cuore, sarei molto curiosa di sapere qual è!



Ma che selezione di libri deliziosa, tra le migliori che ho letto in questo momento di scelta delle letture estive!
finalmente una lista come si deve!!!